Fondazione Talenti

Progetto

È sotto gli occhi di tutti: nella realtà sociale che ci circonda il disagio e le difficoltà economiche stanno crescendo, coinvolgendo persone, famiglie, gruppi sociali. Cresce il bisogno ma non crescono le risposte, perché l’amministrazione pubblica non riesce più a far fronte alla domanda di sostegno che proviene da un sempre maggior numero di persone.
 
Eppure molti di questi disagi potrebbero essere superati, anche senza l’intervento dell’amministrazione pubblica: basterebbe un atteggiamento più partecipe e solidale delle comunità in cui il disagio si manifesta. Questo tuttavia non accade, anche se attenzione e volontà di essere solidali si manifestano ogni giorno di più in tanti soggetti diversi (persone, aziende, associazioni, ecc.) e in forme diverse.
 
Cresce la consapevolezza che accanto ai diritti di cittadinanza vi sono anche i doveri di cittadinanza, che richiamano all’obbligo morale di impegnarsi volontariamente per migliorare le condizioni di vita della comunità di cui si è parte. Ci sono le energie, c’è la voglia di darsi da fare e la disponibilità a rendersi utili, ma il nuovo motore della solidarietà non parte. Che cos’è che non funziona?

Il fatto è che bisogni e disponibilità si incontrano a fatica. Il più delle volte, infatti, per rimuovere condizioni di disagio, non basta la generosa disponibilità di tanti. Occorre coordinare queste disponibilità e tradurle in azioni concrete ed efficaci: non basta voler fare, occorre saper fare.
Per questo serve capacità d’iniziativa e, non di rado, vero e proprio spirito imprenditoriale pur se volto - s’intende - a fini diversi dal profitto.
 
Serve anche l’impegno costante nella ricerca dei “modi di dare” più adatti a conferire agli interventi la necessaria efficacia. In questo quadro è maturata l’idea della Fondazione Talenti. Essa nasce proprio con il proposito di agevolare l’incontro tra bisogni e disponibilità, tra disagi e mezzi per superarli.