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I religiosi per la societą e per l'Annuncio
Si svolgerà dal 12 al 15 ottobre presso la Domus Pacis di Assisi la Conferenza su “Il Vangelo nelle opere di carità e nelle attività sociali”. Religiosi e laici fanno il punto, riflettono sul significato della loro presenza e lanciano un messaggio di speranza: insieme si può fare.
Può sembrare un tema specialistico, quello del “Vangelo nelle opere di carità e nelle attività sociali dei religiosi in Italia”, e invece racchiude un ampio filone di elaborazioni teoriche e soprattutto di fatti che hanno un ruolo fondamentale nel welfare italiano e nel benessere sociale del nostro Paese. Se ne palerà alla prima Conferenza su questo tema, che si svolgerà ad Assisi dal 12 al 15 ottobre prossimi. È stata organizzata da Cism (Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori) Usmi (Unione delle Superiore Maggiori d'Italia) e Firas (Federazione Religiose Assistenti Sociali) e sono invitati, oltre a tutte le religiose e ai religiosi, anche i laici che lavorano nei vari Istituti.
Il primo obiettivo della Conferenza è comunionale. Spiega infatti Don Wladimiro Bogoni, coordinatore area della solidarietà del Cism: «Vogliamo fare rete, stringere legami tra gli ordini, nella convinzione che, finché ognuno continua a coltivare il proprio orticello, non si va lontano. Aumentano infatti le difficoltà che i religiosi incontrano quando operano nella società, anche perché si richiedono competenze sempre più complesse. Lo prova il fatto che abbiamo avuto un grande numero di adesioni: c’è davvero una sete di incontro e confronto. In che cosa poi consistano più esattamente i bisogni che si avvertono, cercheremo di metterlo a fuoco anche attraverso la Conferenza». Una seconda motivazione è legata, se vogliamo, anche al richiamo che Papa Benedetto XVI ha lanciato attraverso la “Deus Caritas Est” prima, e la “Caritas in Veritate” poi: al centro c’è sempre l’Annuncio. «Siamo religiosi, non operatori sociali - dice Bogoni -, ma gli aspetti gestionali ed amministrativi rischiano spesso di farci dimenticare l’annuncio del Vangelo. Perciò si rischia che i cristiani siano riconosciuti solo come una sorta di opera mondiale di carità». All’approfondimento di questo aspetto sarà dedicato soprattutto l’intervento di Monsignor Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, che terrà una relazione su “Il Vangelo della Carità sorgente, anima e scopo delle nostre opere”.
Non bisogna poi trascurare l’aspetto storico del tema, cui sarà dedicata la giornata del 13, a partire da una relazione del Presidente della Fondazione Zancan, Monsignor Giuseppe Pasini, su “Le opere di carità degli Istituti Religiosi nella realtà sociale e culturale italiana”. «L’Italia è stata costruita anche grazie ai nostri padri fondatori, soprattutto i Santi sociali dell’Ottocento. In fondo, abbiamo dato un contributo fondamentale all’unità d’Italia e alla costruzione di un tessuto sociale moderno. È importante, quindi, verificare quanto incidono oggi le opere sociali religiose. Per questo - prosegue Don Bogoni - insieme alla Fondazione Zancan, abbiamo fatto un primo sondaggio in 23 istituti, che è solo l’inizio di un’indagine approfondita che presenteremo nel 2011, in occasione della seconda Conferenza».
L’ultima giornata è dedicata all’aspetto profetico dell’incontro. «Vogliamo lanciare un messaggio di speranza: possiamo fare ancora molto, anche se siamo anziani e siamo pochi». Tanto più che le energie si possono moltiplicare attraverso la collaborazione con i laici, che in molti casi sono direttori o amministratori o gestori delle opere. E spesso, conclude Don Bogoni, non sono solo collaboratori: «condividono il nostro carisma, e la loro presenza è preziosa anche perché possono aiutarci a riposizionarci nel nostro ruolo di religiosi». Paola Springhetti
Data: 30/09/2009
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