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L'avventura dell'educazione "al rovescio"
Dal 25 settembre a Rovereto la seconda edizione di Educa: istituti scolastici, enti pubblici e terzo settore si confrontano sulle linee di un progetto educativo che permetta ai ragazzi di crescere come individui e come cittadini. Rompendo gli schemi di un pensiero pedagogico ormai usurato. Sempre più spesso si parla di emergenza educativa, ma l’educazione non può essere un problema da risolvere in fretta per contenere i danni con interventi contingenti. Educare è, piuttosto, «un’avventura quotidiana, appassionante e creativa che rifiuta l’ingenuità, ma non la spontaneità e la capacità del mettersi in dubbio». La definizione viene dalla seconda edizione di Educa, l’evento che si svolgerà a Rovereto (TN) dal 25 al 27 settembre. Educa è promosso da un gruppo di soggetti eterogenei (Con.Solida, Provincia Autonoma di Trento, Centro Studi Erickson, Università di Trento, Luoghi per Crescere-Gruppo Cgm/WI, Vita non profit, Animazione sociale e Comune di Rovereto), ma proprio in questa eterogeneità si fonda il senso di una manifestazione che vuole diventare punto di incontro tra soggetti diversi interessati a scambiarsi buone prassi, a mettere a fuoco i bisogni e a rompere schemi di pensiero usurati nell’ambito dell’educazione. «Vorremmo riuscire a parlare delle scuole attraverso le scuole», spiega Paola De Cesari, presidente di Luoghi per Crescere, la rete di soggetti profit e non profit che puntano a produrre innovazione e sviluppo nell’ambito socio-educativo, e che è partner della Fondazione Talenti nelle consulenze alle Congregazioni religiose che sono alla ricerca di soluzioni nuove nella gestione delle loro scuole. Il tema di Educa quest’anno è “Diritti e rovesci: le responsabilità in gioco”: nel ventennale della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, si vuole ricordare che i minori non vengono più considerati “oggetto di tutela”, quanto piuttosto “soggetto di diritti”. Perciò si denunceranno le dinamiche di emarginazione, mercificazione, strumentalizzazione dell’infanzia e dell’adolescenza, ma si racconteranno anche le esperienze positive di rovesciamento della prospettiva che diversi attori educativi stanno realizzando. «Vogliamo che le scuole possano rendere visibili le buone prassi attraverso le quali lavorano a quell’obiettivo fondamentale che è aiutare i ragazzi a diventare se stessi. - spiega Paola De Cesari - Ma vogliamo anche aiutare la scuola a farsi provocare da altri tipi di pensiero che arrivano dal territorio, dal terzo settore, dalla società civile. Perché l’altro obiettivo educativo fondamentale è aiutare il ragazzo ad affrontare la realtà».
Non bisogna dimenticare, inoltre, che «l’istruzione è lo strumento fondamentale per creare cittadinanza e dal suo livello si vede la capacità di un Paese di gestire il proprio futuro. Allora ciò che conta è avere un progetto, un disegno-quadro». Per costruirlo, il mondo del sociale può dare un apporto importante: «le cooperative – sottolinea la presidente di Luoghi per Crescere - non possono essere considerate solo dei soggetti destinati a gestire quello che prima era affidato allo Stato. Piuttosto, sono interessate a supportare la scuola nella sua funzione di educazione. In fondo, educare significa costruire le condizioni perché uno possa istruirsi tutta la vita». C’è poi un terreno di collaborazione molto concreto, quello delle “relazioni al limite”: famiglie disgregate, ragazzi problematici, difficoltà di integrazione... «Poiché i primi strumenti di apprendimento sono le relazioni, è dalla ricostruzione di queste che bisogna ripartire. Il terzo settore può dare un aiuto prezioso per la costruzione dei gruppi classe, la gestione del conflitto, l’ascolto delle problematiche dei ragazzi... Tanto più che i principi cardine delle imprese sociali sono il bene comune da costruire e il fine coerente con i mezzi. E questo – conclude Paola De Cesari – assicura ai soggetti pubblici la possibilità di avere a fianco realtà credibili e competenti con le quali elaborare un pensiero comune».
In Rete Educa on line - www.educaonline.it Paola Springhetti
Data: 04/09/2009
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