Avverrà infatti come a un uomo che, partendo per un viaggio,
chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.
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Cantieri di Speranza

Così prendono vita i “cantieri di speranza”

Presentato all’Assemblea nazionale dell’Usmi il volume della Fondazione Talenti che racconta 10 storie esemplari in cui l’incontro tra congregazioni religiose e soggetti dell’impresa sociale ha dato vita ad inedite forme di gestione delle opere e a innovativi progetti di solidarietà.

In tempi di cambiamento e crisi, aumento della povertà e moltiplicarsi dei bisogni, sono davvero “cantieri di speranza” quelli in cui si realizzano progetti che valorizzano risorse che già esistono, ma che forse non avevano trovato chi le aiutasse a crescere.
“Cantieri di speranza” si intitola il libro con cui la Fondazione Talenti ha celebrato il terzo anniversario della propria nascita, presentato all’Assemblea nazionale dell’Usmi (Unione delle Superiore Maggiori d'Italia) il 16 aprile scorso. Racconta dieci casi in cui talenti vari e sparsi (beni immobili, radicamento sul territorio, valori, carismi, competenze, dedizione, idee...) si sono uniti e hanno fruttato altrettanti piccoli tesori. Dieci storie-esempio — corredate da immagini e testimonianze — di come agisce la Fondazione, facendo incontrare le “case che cercano un’idea” con le “idee che cercano una casa”.

Nel corso della presentazione del volume, il direttore Giovanni Rodelli ha illustrato le tre principali tipologie di intervento attraverso le quali prende forma l’attività della Fondazione Talenti. La prima è quella del “progetto casa”, «finalizzata a trovare una nuova utilità ad immobili di proprietà ecclesiastica che per motivi diversi… sono rimasti vuoti o sottoutilizzati». A Scafati (Salerno), racconta una delle storie raccolte nel libro, c’era un grande edificio, in cui per oltre settant’anni le Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena avevano promosso attività caritative, educative e pastorali. Poi è arrivata la crisi: chiusa la scuola, poi il semi-internato, rimanevano solo le attività pastorali. Ora l’Istituto Ida e Maria Giorgio è un centro polifunzionale, con casa di accoglienza per mamme in difficoltà, asilo nido, scuola primaria, luoghi di animazione per minori a rischio.

La seconda tipologia mette l’accento sul “progetto idea”. «È la raccolta — ha ricordato Rodelli —  di idee e progetti messi a punto dalle organizzazioni sociali… per collegarli ad altri perché possano portare frutto». Si può citare Frosinone, dove la diocesi e la cooperativa “Diaconia” l’idea ce l’avevano: utilizzare ex canoniche e altri locali per dare vita a una “casa per ferie diffusa” che tra l’altro creasse lavoro per soggetti deboli. Ma come rischiare risorse notevoli su un progetto così complesso? La Fondazione Talenti allora ha proposto uno studio di fattibilità e un piano di raccolta fondi per la fase di avvio. E il progetto è partito.

La modalità dei “progetti consulenza”, infine, offre «competenze professionali utili a raggiungere l’obiettivo». A Salerno la scuola delle Figlie di Cristo Re, in crisi come tante altre, è ora gestita — su consiglio e consulenza della Fondazione — da una cooperativa (“Disegniamo un sorriso”), costituita dal personale docente e non docente, dalle religiose e dalla Congregazione stessa. La scuola funziona, il carisma delle religiose ha trovato un nuovo modo di incarnarsi.

Nel loro complesso, queste esperienza confermano che la solidarietà, per essere efficace, ha bisogno di innovazione, e che per innovare occorre un lavoro di rete: religiosi e laici, ordini e soggetti sociali, volontari ed esperti, e così via. La Fondazione Talenti è un po' l’architetto di questa rete, chiamato a favorire l’avvio di sempre nuovi “cantieri di speranza”.


Quanti volessero ricevere gratuitamente una o più copie del libro “Cantieri di speranza”, possono inviare una mail all’indirizzo info@fondazionetalenti.it, specificando il nome e il cognome, l’ente ecclesiastico, l’impresa sociale o l’associazione di appartenenza, l’indirizzo postale ed un eventuale contatto telefonico.


Data: 10/05/2009


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