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Storie di talenti Regione Lazio
Provincia Roma
Un progetto al servizio della comunitą
Risorse, esperienze, idee al servizio del bene comune

Ad Albano Laziale, sui colli che coronano Roma, da ottanta anni opera l’istituto Leonardo Murialdo: 430 studenti dalla primaria ai licei e iscrizioni in crescita. Probabilmente il successo è dovuto alla qualità della risposta che sa dare alla domanda educativa di una bella e vivace cittadina di quasi 40mila abitanti, in continua espansione demografica ed edilizia, che rischia di perdere la propria identità per trasformarsi in un’appendice della capitale.

L'Istituto scolastico Giuseppe Murialdo di Albano Laziale
L'Istituto scolastico Giuseppe Murialdo di Albano Laziale

In primo piano Padre Antonio Barone e Luca Natali
In primo piano Padre Antonio Barone e Luca Natali

Paola De Cesari
Paola De Cesari

Uno dei corridoi dell'Istituto
Uno dei corridoi dell'Istituto

Il giardino dell'Istituto
Il giardino dell'Istituto
Molti sono infatti i lavoratori pendolari, gli studenti che lasciano la casa per trasferirsi nei centri universitari, e forte è l’attrazione che la metropoli esercita sui giovani condizionandone i modelli di vita. La pedagogia che si ispira a S. Giuseppe Murialdo si basa su alcune parole chiave, tra cui “sapienza”. L’idea, insomma, è che occorre andare oltre il nozionismo, per cercare una risposta alle sfide culturali che ogni epoca pone, insegnando a distinguere il bene dal male e a diventare cittadini consapevoli e attivi. Radicati come sono nel territorio, i Giuseppini hanno colto la richiesta, da parte delle famiglie, di aprire anche un asilo nido. In effetti, il complesso scolastico del Murialdo è grande e ci sono ampi locali a disposizione. Perché non metterli al servizio della comunità?

Nasce così l’ipotesi di allargare l’offerta educativa con l’apertura di un nido di circa 60 posti. Sorge però la prima difficoltà, come spiega il direttore dell’istituto, padre Antonio Barone: “ci siamo resi conto che, essendoci occupati sempre di servizi educativi e formativi dedicati ai bambini e agli studenti più grandi, non avevamo le competenze necessarie per questa nuova attività”. La  Fondazione Talenti, coinvolta nel progetto, a questo punto mette in atto alcune azioni diverse ma complementari: un architetto elabora un progetto di ristrutturazione dei locali; viene coinvolto, per la messa a punto delle esigenze organizzative e pedagogiche, il Consorzio sociale “Luoghi per crescere”; si cerca sul territorio un partner affidabile ed esperto che si occupi della gestione del futuro nido.

Il partner viene individuato nel Consorzio sociale Integra, per il quale si tratta di “un’occasione nuova di ampliamento delle nostre attività, alla quale ci siamo avvicinati mettendo in campo la solidità di un consorzio che riunisce una quindicina di cooperative sociali. Una delle nostre associate, la Cooperativa Omnia, con competenza specifica nei servizi dedicati all’infanzia, si occuperà della gestione dell’asilo nido, ma, a garanzia della congregazione, abbiamo sottoscritto noi l’impegno contrattuale e finanziario”, spiega il vicepresidente Luca Natali.
L’impegno finanziario, infatti, è stato il secondo grande problema da superare. Lo sviluppo del piano economico indica costi di ristrutturazione dei locali troppo alti. Ma ormai i Giuseppini sono decisi, e individuano un’alternativa: ci sono altri locali che possono essere messi a disposizione e hanno meno bisogno di ristrutturazione: sono più piccoli, ma pazienza, vuol dire che si partirà con 20 posti, poi in futuro si vedrà.
Come accennato, la ristrutturazione sarà finanziata dal Consorzio Integra, a fronte di una locazione progressiva che riconosce il valore sociale dell’intervento. Alla progettazione del nido ha collaborato anche il Consorzio nazionale Luoghi per crescere-Gruppo cooperativo Cgm-WI, che nell’incontro con i Giuseppini “ha trovato, nell’attenzione alla qualità del servizio e nella consapevolezza della responsabilità di chi opera in ambito educativo, il comune denominatore. Abbiamo lavorato - spiega la presidente Paola De Cesari - tenendo in costante considerazione quello che rappresenta per il territorio di Albano Laziale l’istituto scolastico dei Giuseppini, la storia di quella scuola, il valore della sua proposta formativa. L’asilo nido non sarà gestito dalla congregazione, è vero, ma di quella esperienza educativa dovrà comunque confermare la qualità e la reputazione”.

“Fare il bene e farlo bene: è uno degli insegnamenti che ci ha lasciato il nostro fondatore San Leonardo Murialdo - continua Padre Barone - L’incontro con l’esperienza della cooperazione sociale per noi, che abbiamo sempre gestito direttamente le nostre opere, è una nuova formula di collaborazione. Il percorso fatto fino ad oggi, la serietà riscontrata nella fase progettuale, la chiarezza nella costruzione della soluzione contrattuale, ci fanno ben sperare”.
Un aspetto interessante di questa esperienza è che si tratta, in fondo, di un “format”, di un modello, cioè, riproponibile in diversi contesti, ovviamente con i dovuti adeguamenti. In fondo, come dice Paola De Cesari, lo scopo è “creare e a moltiplicare ‘luoghi per crescere’, capaci di essere soprattutto comunità di valori e occasioni di relazioni significative... Quello che facciamo può essere d’aiuto anche ad altre congregazioni religiose interessate ad affiancare alla gestione diretta delle loro scuole, la sperimentazione di nuove soluzioni organizzative, che possano contribuire a mantenere vitali luoghi educativi significativi per chi li vive e per le comunità territoriali”.

(4 agosto 2009)

 




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