Era il 1964 quando Carlo Carretto rientrò in Italia, dopo oltre dieci anni passati nel deserto, dedicandosi alla contemplazione e al silenzio. Uomo di straordinario carisma, Carretto era stato un giovane attivissimo e appassionato, tanto che nel 1948, da presidente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, aveva organizzato il famoso congresso a Roma di 300mila baschi verdi.
 Il convento di San Girolamo  Franco Miano  Sandro Vitali  Il chiostro di San Girolamo  La tomba di fratel Carretto
Ma poi aveva lasciato tutto, e nel ’54 era partito per l’Algeria: aveva preferito la contemplazione all’azione. Anche in Italia voleva continuare la scelta eremitica: poté farlo grazie all’antico Convento di San Girolamo a Spello (risale alla seconda metà del 400), che gli fu affidato. Ci andò a vivere con la sua fraternità e una per volta al convento si aggiunsero alcune case di campagna - sparse sul monte Subasio - che vennero trasformate in altrettanti eremitaggi. Carretto, infatti, aveva deciso di aprire il convento a “tutti quelli che cercano Dio e l'uomo”. Due anni dopo la sua morte, nel 1990, il cardinal Martini scrisse che “l'esempio di fratel Carlo trascinava non a grandi teorie sulla preghiera o sulla contemplazione, ma a buttarsi dentro, a viverla, ore e ore, notti intere. Venivano qui migliaia di giovani, da tutte le parti d'Italia, nel desiderio di fare un noviziato di preghiera, accettando questi silenzi interminabili. Ecco perché mi sembra che Spello risponda a una necessità del nostro tempo, a una ricerca; è una scuola di preghiera che rimane un punto di riferimento per la storia della comunità ecclesiale italiana”.Nel ‘97, però, il terremoto che colpì l’Umbria danneggiò anche il convento; in attesa di restauri rallentati dalle procedure amministrative, i Piccoli Fratelli si trasferirono e misero radici altrove. Dodici anni di abbandono non hanno certo giovato al convento, che però oggi torna a vivere. Il Comune di Spello, proprietario della struttura, e l’Azione Cattolica Italiana hanno infatti raggiunto un’intesa per il suo rilancio culturale e sociale, con l’aiuto della Fondazione Talenti. Il progetto dell’associazione lo spiega il presidente, Franco Miano: “Riaprire il convento di San Girolamo per farne un punto di riferimento spirituale e culturale, un luogo di preghiera, di riflessione, di confronto, di rigenerazione... L’Azione Cattolica, infatti, intende mettere il convento di Spello a disposizione di quanti sentono oggi il bisogno di tornare a confrontarsi sui temi sociali, politici e culturali che l’attualità ci pone dinnanzi. A San Girolamo, quindi, giovani ed adulti potranno ritrovarsi, rinfrancarsi, vivere momenti di spiritualità a cui attingere per recuperare radici e, nello stesso tempo, progettualità culturale e sociale. Per un’associazione come la nostra, per la quale spiritualità ed azione non sono ambiti separati, è importante, in questa fase storica, provare a dare vita ad un luogo di sintesi… Promuoveremo occasioni nelle quali recuperare le esperienze del passato, leggere la realtà di tutti i giorni ed immaginare nuove strade in ambito sociale e politico: ritrovare le radici, dunque, per far crescere nuovi alberi di vita”. Ma l’impegno era grande, dal punto di vista delle risorse finanziarie oltre che di quelle umane e culturali. L’Ac si è quindi rivolta alla Fondazione Talenti, che ha messo a disposizione le competenze e professionalità necessarie per mettere a punto il progetto di ristrutturazione del convento, costruire le condizioni per l’accesso a finanziamenti pubblici e privati e definire la soluzione contrattuale. Il Comune ha infatti concesso un usufrutto gratuito di quindici anni, che permette all’associazione di investire con gradualità risorse umane ed economiche. L’idea che il convento di San Girolamo possa tornare ad essere un “polmone spirituale” e un luogo di elaborazione di pensiero sociale è stata ben accolta dall’Amministrazione comunale della cittadina, che da tempo era alla ricerca di una soluzione, ed è stata approvata dalla fraternità stessa. Anche la Diocesi di Foligno sostiene il progetto, così come la Regione Umbria. In realtà, in questi anni l’Amministrazione locale di proposte ne aveva ricevute e vagliate tante, ma nessuna “sembrava rispondere all’obiettivo che ci eravamo dati: non disperdere la ricchezza simbolica di un luogo così fortemente legato alla presenza e alla testimonianza di fratel Carlo”, spiega il sindaco Sandro Vitali. Spello infatti con Carretto e la sua esperienza aveva un rapporto speciale, perché “ha dato la possibilità a tanti nostri giovani di sentirsi, allora, parte viva di un grande movimento di pensiero”. Ora “il progetto dell’Azione Cattolica di promuovere e animare un luogo di formazione dedicato agli studi sociali riporterà il convento di San Girolamo al centro dell’attenzione di quanti, credenti e non credenti, non hanno smesso di interrogarsi, di cercare soluzioni comuni, di provare a costruire una società migliore. Il convento di San Girolamo tornerà ad ospitare giovani provenienti da tutta Italia: giovani portatori di valori, pronti all’impegno, desiderosi di solidarietà. Per gli abitanti di Spello – conclude il sindaco - tutto questo sarà una grande ricchezza”.
(9 luglio 2009)
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