La costruzione di un futuro possibile, nel rispetto di una continuità spirituale che sa cogliere nuovi orizzonti tra le esperienze di un apostolato in evoluzione. È quanto racchiude la “storia di talenti” che ci porta questa volta a Nemi, un piccolo comune dei castelli romani, e che vede come protagonisti la Congregazione delle Religiose di Gesù e Maria, fondata in Francia nel 1818 da Santa Claudine Thévenet, e il Sodalitium Christianae Vitae, una società di vita apostolica fondata in Perù nel 1971 da Luis Fernando Figari e approvata dal Papa Giovanni Paolo II nel luglio del 1997.
 La casa che ospiterà il Sodalitium Christianae Vitae  Veduta del lago di Nemi da uno dei terrazzi della struttura  Veduta aerea di Nemi
Realtà con storie evidentemente diverse, che hanno saputo scrivere una pagina di condivisione ecclesiale. A Nemi la Congregazione delle Religiose di Gesù e Maria aveva acquistato negli anni Sessanta una struttura utilizzata come casa per l’accoglienza e gli esercizi spirituali. “È stato per anni il luogo di incontro, di preghiera e di formazione di centinaia di consorelle che arrivavano da decine di Paesi diversi – racconta Madre Carmen Ajmar, economa generale dell’istituto religioso –. La nostra Congregazione ha sempre avuto un respiro internazionale: ancora oggi contiamo religiose di 26 nazionalità diverse e il nostro impegno missionario, dedicato all’educazione e alla formazione dei giovani, si estende in Africa, in Asia e in America Latina. Nemi, per la sua vicinanza con Roma, è stato per anni il luogo di accoglienza di molte giovani suore in formazione ed il suo destino è rimasto inevitabilmente segnato dal calo delle vocazioni”. Nei primi anni del Duemila la Congregazione, costretta a rafforzare la presenza nelle scuole gestite in Italia, decide di trasferire la comunità permanente e di mantenere la casa di Nemi come luogo di riposo e di esercizi spirituali estivi. “Siamo andate avanti così per alcuni anni – spiega Madre Carmen – ma alla fine ci siamo rese conto che non potevamo continuare a tenere una struttura che utilizzavamo al massimo sette o otto settimane l’anno. E lungo la strada per arrivare ad una soluzione condivisa e convincente abbiamo incontrato Fondazione Talenti”. Nel luglio del 2007, infatti, la Congregazione ha già trovato un possibile acquirente privato, ma la soluzione non convince la comunità e alla Fondazione viene chiesto di provare a costruire una soluzione diversa, una soluzione capace di tenere in considerazione la storia della casa di accoglienza e il valore della lunga esperienza spirituale. Dopo una prima valutazione dei bisogni del territorio ed alcuni incontri con realtà sociali ed ecclesiali potenzialmente interessate alla struttura, Fondazione Talenti ha potuto incrociare la disponibilità della Religiose di Gesù e Maria, con la richiesta di aiuto avanzata dalla società di vita apostolica Sodalitium Christianae Vitae. Presente in quasi tutti i Paesi dell’America Latina, negli Stati Uniti e in Canada, il sodalizio, che riunisce religiosi e laici consacrati, è approdato da alcuni anni anche in Italia e, in coerenza con la spiritualità fondativa, è impegnato nell’apostolato tra i giovani, nel sostegno alla famiglia e nella solidarietà in favore dei più poveri. “Arrivati in Italia nel 1997 – racconta Carlos Neuenschwander, il giovane peruviano superiore della comunità italiana –, abbiamo visto crescere negli anni la nostra comunità e l’immobile a nostra disposizione a Roma si è rivelato insufficiente. Abbiamo incontrato la Fondazione Talenti proprio perché eravamo alla ricerca di una struttura non lontano da Roma nella quale fissare la casa generalizia e realizzare un centro di accoglienza e formazione permanente. L’accompagnamento che abbiamo ricevuto è stato tanto semplice quanto immediato: già in occasione della seconda visita agli immobili disponibili siano approdati alla struttura di Nemi. Le caratteristiche dell’immobile e, soprattutto, la vicinanza con Roma ci hanno convinto subito. A Nemi – spiega Carlos Neuenschwander – contiamo, infatti, di accogliere e formare i giovani del nostro sodalizio che verranno dalle diverse parti del mondo per studiare nelle università della Capitale”. Il comune impegno apostolico a favore dei giovani, il respiro internazionale delle proprie opere e la speranza di una continuità nell’utilizzo dell’immobile sono stati gli elementi centrali dell’incontro tra la Congregazione delle Religiose di Gesù e Maria e la società di vita apostolica Sodalitium Christianae Vitae. Basi solide di una trattativa che ha riportato in primo piano i valori spirituali e l’impegno ecclesiale. “Non è facile per una comunità religiosa rinunciare ad un immobile, abbandonare definitivamente un pezzo della proprio storia – spiega Madre Carmen – ma l’incontro con i giovani del Sodalitium ha reso il passaggio della proprietà meno doloroso. Sapere che quelle stanze torneranno ad essere luogo di incontro, di preghiera e di formazione ha rasserenato tutta la comunità ed ha reso tutto più facile”. “Quello con le Religiose di Gesù e Maria – concorda il superiore del Sodalitium Christianae Vitae – è stato un incontro profondo e semplice nello stesso tempo. Abbiamo potuto sperimentare accoglienza e sostegno. E questo ci ha aiutato a fare una scelta per noi impegnativa da un punto di vista economico ed organizzativo”. “La cessione di una struttura – aggiunge Madre Carmen – si è rivelata altro da se stessa. È stata l’occasione per incontrare una giovane realtà ecclesiale che non conoscevamo, per prendere coscienza di un'evoluzione pastorale sempre viva, per leggere anche la nostra rinuncia come parte di un progetto più grande di noi. E a tutto questo si aggiunge la convinzione di una scelta che ha riempito di senso anche la trattativa economica: i proventi della vendita dell’immobile di Nemi – conclude l’economa generale della Congregazione – sono infatti stati destinati a un fondo che sostiene le nostre opere missionarie nel mondo”. (18 novembre 2008)
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