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Cantieri di Speranza

Storie di talenti Regione Piemonte
Provincia Asti
Quando il lavoro č un lavoro di squadra
Risorse, esperienze, idee al servizio del bene comune

“Unire valore a valore per un progetto più grande”: è uno degli obiettivi della Fondazione Talenti. E per tradurre in esperienza le parole di un impegno, può essere d’aiuto raccontare la storia dell’incontro tra la congregazione degli Oblati di San Giuseppe e il Consorzio nazionale Cgm.

Alcuni ospiti della residenza per anziani
Alcuni ospiti della residenza per anziani

Padre Luigi Roasio
Padre Luigi Roasio

Mauro Marino
Mauro Marino

Cinzia Zoccarato con due ospiti della casa di riposo
Cinzia Zoccarato con due ospiti della casa di riposo

Una operatrice della struttura con alcune anziane accolte nella residenza
Una operatrice della struttura con alcune anziane accolte nella residenza
Al centro del lavoro comune la casa di riposo “Sandro Aluffi”, gestita dalla congregazione nel comune di Castelnuovo Calcea, in provincia di Asti. Per la comunità religiosa, che come molti altri ordini deve fare i conti con il calo delle vocazioni, l’opera si è rivelata, con il passare degli anni, un impegno gravoso. “Ad un certo punto – spiega Padre Luigi Roasio, economo provinciale della congregazione –, ci siamo trovati davanti ad un bivio: da una parte l’ipotesi di chiudere l’attività, dall’altra l’occasione di un finanziamento pubblico parziale per i necessari lavori di adeguamento della struttura. Lavori indispensabili per poter ospitare, rispondendo ad una esigenza sempre più pressante, anche anziani non autosufficienti. Il legame che da oltre quarant’anni ci unisce alla comunità locale, ci ha spinti a percorrere la seconda strada. Ma il viaggio – prosegue Padre Roasio – non poteva essere affrontato senza aver prima individuato una realtà in grado di accompagnarci nella fase di ristrutturazione e, soprattutto, di farsi carico della futura gestione di un’attività destinata ad essere ancora più impegnativa per l’apertura a utenti che necessitano di cure e assistenza specifiche”.

L’incontro con il Consorzio Nazionale Cgm, alla fine del 2003, è l’inizio di un complesso percorso di analisi, di valutazione e di costruzione delle soluzioni economiche e contrattuali. Il Consorzio Nazionale Cgm mette in moto la propria rete locale e individua nel consorzio di cooperative sociali Co.Al.A di Asti il soggetto in grado di costruire e seguire il progetto e nella cooperativa “La Strada”, la realtà in grado di assumere la gestione del servizio. “Il percorso fatto insieme alla Congregazione degli Oblati di San Giuseppe – sottolinea Mauro Maurino, consigliere delegato di Cgm per l’area rete – ha messo in evidenza il valore che un gruppo di cooperative è in grado di esprimere davanti ad un progetto complesso: fare insieme quello che da sola la singola impresa sociale non è in grado di fare; condividere una condizione di debolezza per trasformarla in una occasione di crescita. La cooperativa “La strada” e lo stesso Consorzio Co.Al.A erano economicamente troppo deboli per affrontare l’impegno finanziario richiesto dalla congregazione religiosa come partecipazione ai lavori di ristrutturazione. Solo il sostegno allargato ha permesso una serie di passaggi determinanti: i soci de “La strada” hanno ricapitalizzato la loro cooperativa, le cooperative di Co.Al.A hanno ricapitalizzato il loro consorzio e, a sostegno del piano di sviluppo, altre realtà della rete piemontese Cgm hanno acquistato azioni nominative dello stesso consorzio Co.Al.A. Questo – sintetizza Maurino – ci ha permesso di accogliere le richieste della congregazione e di partecipare ai costi di ristrutturazione anticipando di fatto i canoni previsti dal contratto ventennale di affitto di ramo d’azienda”. “Per noi – osserva Padre Roasio – l’impegno messo in campo dal direttore della Fondazione Talenti, Giovanni Rodelli, nello studio delle soluzioni contrattuali è stato determinante. Così come decisivo è stato l’impegno della cooperativa “La strada” a farsi carico delle figure professionali che da tanti anni collaboravano con noi nella gestione della casa di riposo”.

Oggi la residenza per anziani “Sandro Aluffi”, convenzionata con il sistema pubblico della Regione Piemonte, è dotata di 56 posti letto, 40 dei quali per non autosufficienti, e offre una assistenza specifica personalizzata che permette anche all’anziano con difficoltà una maggiore autonomia di vita. La struttura è in grado di offrire, soprattutto nella delicata fase di inserimento, ospitalità ai parenti degli anziani assistiti e sulla costruzione di un dialogo sempre aperto con le famiglie degli utenti ricoverati fonda il proprio specifico impegno quotidiano. “Il valore profondo di questa esperienza – sottolinea Cinzia Zoccarato, presidente della Cooperativa “La Strada” – va cercato proprio nel lungo lavoro di preparazione, grazie al quale siamo riusciti a costruire un nuovo modello di gestione senza snaturare quelli che erano i valori coltivati negli anni dagli Oblati di San Giuseppe: l’attenzione alla persona come elemento fondante, lo spirito di accoglienza anche nei confronti dei parenti degli anziani ricoverati, la condivisione dell’organizzazione del lavoro. Questo approccio, lontano da qualsiasi tentazione manageriale, ha certamente contribuito a rassicurare gli ospiti, le loro famiglie, i lavoratori che operavano nella struttura e la stessa congregazione religiosa, semplificano il passaggio della gestione”.

“I risultati del lavoro fatto insieme – conclude Padre Roasio – sono sotto gli occhi di tutti. Essere riusciti a non chiudere l’opera è stato un risultato importante, non solo per noi ma per tutta la comunità locale. Alleggerita della fatica gestionale, ora la nostra comunità religiosa, che vive accanto alla residenza sanitaria, continua ad assicurare agli anziani ricoverati e alle loro famiglie la propria assistenza e la propria vicinanza. Da soli, probabilmente, non ce l’avremmo fatta. La condivisione di risorse ed esperienze tra una realtà religiosa come la nostra e soggetti competenti dell’impresa sociale si è rivelato vincente. Tanto che alla Fondazione Talenti abbiamo già chiesto aiuto per altre nostre attività sparse sul territorio italiano. Ci stiamo lavorando. Speriamo di poter tornare a raccontare presto qualche altro risultato”.

(18 ottobre 2008)




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