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Così la scuola è tornata a sorridere
Risorse, esperienze, idee al servizio del bene comune

Un lungo percorso di riflessione e di costruzione, affrontato insieme, tenendo sempre presente l’obiettivo comune: dare futuro ad una scuola cattolica messa in crisi dal calo demografico e dalla carenza di vocazioni dell’ordine religioso che l’aveva fondata. Protagonisti, le suore della congregazione delle Figlie di Cristo Re ed i laici che lavorano nella scuola, dell’infanzia e primaria, fondata dalla comunità religiosa a Salerno.

Suor Maria Grazia D'Amato e Manrico Gesummaria con alcuni ragazzi dell'Istituto
Suor Maria Grazia D'Amato e Manrico Gesummaria con alcuni ragazzi dell'Istituto

Esterno della scuola di Salerno
Esterno della scuola di Salerno

Madre Ana Maria Fontes
Madre Ana Maria Fontes

Manrico Gesummaria
Manrico Gesummaria

Ragazzi nei locali della scuola
Ragazzi nei locali della scuola
Il risultato è la cooperativa “Disegniamo un sorriso”, nata il 4 giugno scorso, alla quale è stata interamente affidata la gestione della struttura scolastica. “All’orizzonte – racconta la provinciale italiana delle Figlie di Cristo Re, Madre Ana Maria Fontes – c’era il rischio di dover chiudere la scuola. In questi ultimi anni la carenza di vocazioni ha già costretto la nostra congregazioni a scelte così dolorose. Ma fin dall’inizio – sottolinea – abbiamo sentito forte la responsabilità della quale eravamo investite: chiudere una scuola cattolica vuol dire privare il territorio di una presenza importante, di una testimonianza, di una fonte di valori. Per questo abbiamo cercato una soluzione diversa. Con sempre maggiore insistenza la Chiesa ci chiede di lavorare insieme ai laici: ci è sembrato naturale coinvolgere il personale della scuola. E la risposta e l’attenzione che fin dall’inizio abbiamo raccolto ci hanno spinto ad andare avanti”. La costituzione di una cooperativa alla quale affidare la gestione della struttura scolastica viene individua subito come una possibile soluzione, “ma gli esempi che avevamo intorno – spiega Madre Ana – non ci soddisfacevano. Sentivamo il bisogno di una soluzione che offrisse garanzie e deleghe ai laici, ma che nello stesso tempo potesse rimanere collegata all’esperienza del nostro istituto di vita consacrata, ai valori del nostro carisma educativo. Non avevamo però ne gli strumenti ne le conoscenze tecniche e legali per arrivare ad un risultato concreto. Poi la Provvidenza ha messo lungo il nostro cammino l’incontro con la Fondazione Talenti”.

Alla Fondazione le Figlie di Cristo Re chiedono, nell’aprile del 2006, il supporto per arrivare alla costituzione della cooperativa e alla cessione dell’attività. E la disponibilità di una consulenza viene immediatamente condivisa con il personale laico coinvolto nel processo di costruzione. “Anche per noi l’incontro con la Fondazione Talenti è stato determinante – spiega Manrico Gesummaria, docente di tecnologia informatica e neo presidente della cooperativa –. E’ stato importantissimo avere al nostro tavolo un soggetto terzo, disinteressato, in grado di fornire risposte ai nostri dubbi legali, di metterci in contatto con altre esperienze simili alla nostra, di sostenerci, anche psicologicamente, in quel passaggio da dipendenti ad imprenditori che poteva anche apparire un azzardo”. Incontro dopo incontro viene definito lo statuto della cooperativa –“nel quale sono stati inseriti espliciti riferimenti al carisma della nostra congregazione”, sottolinea Madre Ana –, il ruolo della congregazione come socio sovventore, i tempi di costituzione della cooperativa e i termini della cessione dell’attività. “Tredici laici, tra personale docente e non docente, sono diventati – racconta Gesummaria – soci fondatori della nuova cooperativa. In pratica la quasi totalità dei dipendenti già contrattualizzati. Il nostro primo impegno è stato quello di costruire un progetto forte, innovativo, che ci permettesse di affrontare fin dall’inizio le possibili difficoltà economiche. La disponibilità di tutta la comunità di Salerno delle Figlie di Cristo Re e, soprattutto, della direttrice della scuola Madre Maria Grazia D’Amato, è stata determinante. Per la prima volta abbiamo tenuto aperta la struttura nel periodo estivo, durante il quale abbiamo organizzato quattro settimane di campo scuola al quale hanno partecipato anche bambini provenienti da altri istituti".

"Per il nuovo anno scolastico – prosegue il neopresidente della cooperativa – abbiamo programmato una serie di attività pomeridiane che ci permetteranno di sfruttare le potenzialità della nostra struttura: apriremo una ludoteca e una biblioteca, organizzeremo corsi di inglese, di computer, di musica e, potendo usufruire degli ampi spazi esterni, anche di equitazione. Le iscrizioni – sottolinea Gesummaria - sembrano già premiare i nostri sforzi. Abbiamo fermato il calo registrato negli ultimi anni. Nella primaria abbiamo potuto confermare le cinque classi a tempo pieno, una per ogni grado. Mentre nella scuola dell’infanzia passeremo addirittura da tre a quattro classi: unica in tutta la città di Salerno la nostra scuola ha, infatti, ottenuto dal ministero della Pubblica istruzione il finanziamento per la creazione di una ‘sezione primavera’ riservata ai bambini da 24 a 36 mesi”. “L’entusiasmo con il quale il personale docente e non docente sta affrontando questa nuova esperienza e l’attenzione ottenuta tra i genitori del quartiere – sottolinea Madre Ana – è la conferma alle nostre speranze. La nostra scuola esiste ancora, l’Istituto delle Figlie di Cristo Re continuerà ad essere testimonianza dei valori della Chiesa nella città di Salerno. Potevamo chiudere. Siamo contente di non averlo fatto”.

(4 settembre 2007)




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