LEGGI I COMMENTI:



|
| Idee che cercano una casa |
Regione Piemonte |
| Provincia Torino |
| Abitazioni per la rete di famiglie |
 |
Case famiglia in senso stretto, cioè con una coppia che, insieme ai propri figli naturali, accoglie altri ragazzi in difficoltà: un Istituto religioso, che già dagli anni Ottanta porta avanti esperienze in questo campo, ne vorrebbe aprire alcune a Torino. Una sta partendo ora, ma ci sono già altre famiglie disponibili.
Il modello è sperimentato: uno dei genitori deve avere il titolo di educatore e tra i figli naturali il primogenito deve essere più grande dei ragazzi accolti: insieme ad altre accortezze, questo facilita le dinamiche familiari e la capacità di affrontare i problemi che continuamente si pongono. Il problema delle strutture ospitanti è però grande: anche se la Congregazione è disposta a pagare una locazione ragionevole, la legislazione regionale impone standard precisi alle case famiglia, che sono considerate presidi socio-sanitari. Servono appartamenti di almeno 4 camere per i ragazzi (la metratura non può essere inferiore a 14 metri quadri) e una matrimoniale per la coppia, 3 bagni, cucina, sala da pranzo e sala polivalente. Potrebbero andare bene anche spazi in strutture di altro tipo, purché garantiscano alle famiglie libertà di movimento, privacy e “senso di casa”. Gli spazi devono essere a Torino o nei dintorni: l’Istituto ritiene fondamentale che le famiglie facciano rete tra loro, e che quindi le distanze tra l’una e l’altra non siano eccessive.
Se vuoi maggiori informazioni su questo progetto clicca qui |
Vai all'elenco  |
|