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| Da una comunitą religiosa a una di laici |
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A Burolo crescono gli ulivi, nonostante la vicinanza delle Alpi, ma l’inverno scorso è stato molto freddo. Non si è spaventata, però, la nuova comunità di laici che ha cominciato il proprio percorso nella casa messa a disposizione - grazie a un “incrocio” realizzato dalla Fondazione Talenti - dalle Suore della Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea.
 Visione esterna della casa  Veduta dell'orto  Particolare della facciata esterna  Luigi Giario, vicepresidente nazionale di Mcf  Abitanti della casa in una sala interna
Una bella casa, e grande: 5 mila metri quadrati con parco e una bellissima cappella, e in buone condizioni. Era stata la casa di formazione della congregazione, e successivamente, fino al 2008, casa di riposo per le suore più anziane. Poi, spiega l’economa generale dell’ordine, Suor Chiara Tagliabue, "ci siamo organizzate in altro modo, anche perché la struttura era troppo grande e inadeguata. Ma non volevamo vendere la casa". Le suore, in realtà, avevano già valutato la possibilità di destinarla ad altre finalità religiose o sociali, ma gli adempimenti e le ristrutturazioni necessari per metterla a norma e avere i permessi dalle amministrazioni erano decisamente troppi e troppo onerosi. Intanto, un gruppo di famiglie stava cercando una struttura adatta per fare vita comune e mettersi al servizio degli altri. Fanno parte di Mondo di Comunità e Famiglia (Mcf), un’associazione che comprende ormai circa 25 comunità di laici che hanno scelto uno stile di vita comunitario e solidale.
È stata Fondazione Talenti a incrociare le due storie, quella della casa che cercava idee e quella dell’idea che cercava casa. L’esito non era scontato: per motivi legati alle attività professionali dei membri della comunità e ai legami familiari, il gruppo aveva incentrato la ricerca nella zona a Sud di Torino. Invece la casa disponibile era a Nord: a Burolo, appunto, vicino ad Ivrea. Inoltre le suore desideravano trovare una soluzione in tempi brevi, perché le case vuote, si sa, costano e vanno in rovina; ma per alcune famiglie non era possibile trasferirsi subito. Bisognava prendere o lasciare: hanno preso.
Così, tra l’estate e l’inverno, sono entrati nella casa due nuclei familiari e alcune persone singole, mentre un'altra coppia in attesa di un figlio si è aggiunta nell’ultimo mese. Per ora il contratto di comodato ha durata di due anni: il tempo necessario perché le persone che stanno andando a vivere lì abbiano la possibilità di capire se quel luogo può essere il luogo di una nuova comunità e sia possibile assumere con la congregazione un impegno più ampio. "Più che una comunità oggi siamo un gruppo di persone in cammino per diventarlo. Anche se forse l’immagine che meglio ci descrive è quella di un villaggio, dove ci sono persone diverse: bambini e anziani, single e famiglie…", spiega Luigi Giario, vicepresidente nazionale di Mcf. C’è voluto tempo per sistemarsi: proprio perché la casa era grande, bisognava capire quali parti era meglio occupare, e il freddo dell’inverno ha provocato qualche “trasloco” interno, alla ricerca di soluzioni che permettessero di sfruttare meglio il sole e risparmiare sul riscaldamento. Intanto stanno cercando di capire quale dovrà essere il loro impegno e di conseguenza come utilizzare gli spazi liberi. "Siamo arrivati qui senza conoscere la situazione, ora dobbiamo trovare il punto di incontro tra le esigenze di vita comunitaria, quelle del territorio e le competenze che possiamo mettere in campo". Le suore sono di grande aiuto. "Si è subito stabilita una relazione cordiale e le iniziative che abbiamo preso fino ad ora sono state tutte concordate con loro, che conoscono il territorio e ci stanno aiutando a integrarci; anche con l’Amministrazione comunale il dialogo è positivo e alcune iniziative sono già state realizzate in collaborazione", spiega Giario. "Abbiamo sottoscritto un contratto di comodato di soli due anni, consapevoli che quello che ci è stato presentato va considerato come un progetto in evoluzione. Ma noi siamo contente perché conoscevamo la comunità di Villapizzone, da cui è nato Mondo di Comunità e Famiglia, e sappiamo di poterci fidare", conclude Suor Chiara.
(7 giugno 2010)
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