Un consorzio di cooperative sociali, operante nel Lazio, cerca nelle province di Roma e di Viterbo terreni agricoli, casali, aziende agricole dismesse o che hanno bisogno di supporto, al fine di poter inserire al lavoro persone svantaggiate: disabili, ex tossicodipendenti, persone detenute in regime di sospensione della pena. Il consorzio nasce nel gennaio del 2009 dall'iniziativa di dieci realtà cooperative del Lazio con l'obiettivo di operare in un mercato complesso proponendo una serie di attività economiche che intendono coniugare la qualità del servizio con l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, la responsabilità sociale, il rispetto dell'ambiente e che vogliono proporre un nuovo modello di sviluppo sostenibile.
Tra i vari settori, l'agricoltura sociale è l'attività in cui si stanno riscontrando i migliori risultati in termini di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, con una ricaduta positiva sul settore che ha estrema necessità di azioni in grado di favorire il ricambio generazionale. Per l’Unione Europea l'agricoltura sociale è “il nesso fondamentale tra agricoltura sostenibile, sicurezza alimentare, equilibrio territoriale, conservazione del paesaggio e dell’ambiente, nonché garanzia dell’approvvigionamento alimentare”. Lo scopo dell'iniziativa è quindi quello di individuare le possibilità per sviluppare la produzione agricola, soprattutto se biologica, per collocarla sul mercato senza intermediazioni (prodotti a chilometri “zero” o filiera corta), cercando soprattutto di implementare l'attività già esistente di fornitura di pasti per gli asili nido e dei percorsi di educazione alimentare e ambientale connessi. L'eventuale disponibilità di strutture o edifici annessi alla proprietà agricola consentirebbe lo sviluppo di attività collaterali ricettive, agrituristiche e/o legate alla trasformazione dei prodotti agricoli che garantirebbero una maggiore sostenibilità dell'iniziativa.
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